Komen Italia
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Posted by gcosmelli 24 - marzo - 2015 Commenti disabilitati

imageRoma, 24 marzo 2015 – L’attrice americana Angelina Jolie ha annunciato oggi in una intervista al New York Times di volersi sottoporre ad asportazione preventiva delle ovaie e delle tube di falloppio per rischio di tumore (vedi news Ansa). Questo annuncio arriva a due anni di distanza dalla doppia mastectomia preventiva alla quale l’attrice decise di sottoporsi per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore del seno, riportando in primo piano il dibattito su questo tipo di intervento.

Il Prof. Riccardo Masetti, Direttore del Centro Integrato di Senologia del Policlinico Gemelli di Roma e Presidente della Komen Italia, esprime un parere sulla vicenda.

Prof. Masetti, che nesso c’è tra l’asportazione delle ovaie e la mastectomia preventiva in questo tipo di pazienti?
“Si tratta di una conseguenza logica della scelta fatta a suo tempo dalla Signora Jolie dopo avere scoperto una mutazione genetica che la faceva rientrare in quel 10% di pazienti a rischio per familiarità. Quando infatti si incontrano anomalie nei geni BRCA1 o BRCA2, il rischio di sviluppo di un tumore del seno aumenta fino all’80%, ma anche quello di tumore delle ovaie, che come neoplasia è anche più pericolosa.”

Dunque era previsto che si sottoponesse a questo tipo di intervento?
“Diciamo che è probabile che la scelta sia stata condizionata da una valutazione complessiva che abbia considerato anche le aspettative di maternità della paziente e la qualità dell’intervento che è relativamente più semplice del precedente e che non comporta operazioni di plastica ricostruttiva. Ma va detto anche che queste opzioni non sono mai obbligatorie per questo tipo di pazienti.”

Quali sono allora le alternative?
“Le strade possibili, in presenza di test genetici che riscontrano mutazioni dei geni BRCA1 o BRCA2, sono due. Si può decidere di sottoporre la paziente a controlli molto scrupolosi e ravvicinati, oppure di ridurre drasticamente il rischio come ha fatto Angelina Jolie, asportando i seni e ricostruendoli. Ma si tratta di una scelta delicatissima, per niente facile, sia perché si tratta di un intervento invasivo sia perché i seni ricostruiti con protesi non saranno mai come i seni naturali. Nemmeno se si occupasse dell’intervento il miglior chirurgo plastico.”

A lei è mai capitato di dover affrontare con una paziente l’ipotesi di una mastectomia preventiva?
“Certamente. E la cosa che più mi lascia perplesso è che diverse pazienti vengono da me chiedendomela, magari perché qualche collega ha fatto intendere loro che in questo caso è possibile eliminare un problema e guadagnarci dal punto di vista estetico. Ma non è affatto così. Un conto è aggiungere protesi su seni esistenti, un conto è intervenire con la chirurgia plastica a seguito di una asportazione. Oggi c’è la tendenza a proporre alle pazienti questa opzione della mastectomia preventiva con troppa leggerezza, mentre si tratta di una scelta delicatissima da ponderare con grande attenzione.”

Per chi non rientra nella casistica di Angelina Jolie, quali sono le norme di prevenzione da seguire per ridurre il rischio di ammalarsi di un tumore del seno?
”Innanzi tutto informarsi con i propri familiari su eventuali vicende cliniche della propria famiglia e chiedere al proprio medico quali sono i fattori di rischio per il tumore del seno. Inoltre, consiglio di fare una mammografia ogni anno dai 40 anni in poi, se il fattore di rischio è medio. Una visita clinica del seno almeno una volta ogni tre anni, dai 20 ai 40 anni, ed una ogni anno dopo i 40. Se il rischio è più elevato, coinvolgere il proprio medico chiedendogli quali test di screening siano i più adatti al proprio caso. Poi ci sono delle regole di condotta generali che sono: mantenere il proprio peso forma, includere l’esercizio fisico alla routine quotidiana, limitare il consumo di alcool, limitare l’assunzione di ormoni dopo la menopausa, allattare al seno se possibile.”