Takeda
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Esposizione a radiazioni in giovane età

Versione stampabileInvia ad un amico Condividi/Salva L'esposizione a grandi quantità di radiazioni nei primi anni di vita, come durante le esplosioni della bomba atomica in Giappone o la radioterapia ricevuta per la cura di alcuni tumori in età giovanile, è collegata ad un aumentato rischio di tumore del seno. Ad esempio, le donne trattate in giovane età mediante radioterapia per linfomi presentano un rischio circa da tre fino a sette volte più elevato di sviluppare tumori del seno. Nonostante la radioterapia aumenti il rischio di sviluppare un tumore del seno, i suoi benefici nel trattamento di questo o di altri tipi di tumore superano il rischio.
La quantità di radiazioni e l'età al momento dell'esposizione giocano un ruolo fondamentale nel determinare il rischio per un successivo eventuale tumore al seno. In generale, maggiore è la dose di radiazioni a cui si è stati esposti e minore è l’età al momento dell’esposizione, tanto maggiore è il rischio. Ad esempio, il rischio di sviluppare un tumore al seno in seguito a radiazioni terapeutiche è molto alto per una donna esposta prima dei 20 anni, ma è molto più contenuto se l’esposizione è avvenuta dopo i 40 anni.

Mammografia e raggi X
Dosi molto basse di radiazioni, come quelle derivanti dai raggi X, hanno un impatto limitato se non nullo sul rischio di sviluppare tumori del seno. Sebbene le radiazioni ricevute durante la mammografia possano in linea teorica aumentare il rischio, questa possibilità risulta trascurabile, considerando l’intervallo di esecuzione consigliato (ogni 1-2 anni) distribuito per il numero di anni medio (a partire dai 40 anni); oltre a ciò bisogna tener conto dal beneficio apportato da una eventuale diagnosi precoce. Gli studi dimostrano che il vantaggio della mammografia prevale sui suoi rischi già a partire dai 40 anni e sono ancora maggiori per le donne oltre i 50 anni.
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