La Mindfulness come trattamento integrato nella paziente oncologica

box3.png

LA MINDFULNESS COME TRATTAMENTO INTEGRATO NELLA PAZIENTE ONCOLOGICA

Tra i diversi tipi di intervento rivolti alla gestione di sintomi ed effetti collaterali delle terapie oncologiche le pratiche body-mind (corpo-mente) quali la meditazione basata sulla consapevolezza (in particolare il protocollo MBSR, Mindfulness-Based Stress Reduction, generalmente indicato come Mindfulness) hanno dimostrato un elevato livello di efficacia nel miglioramento dei disturbi d’ansia, della depressione, dei disturbi dell’umore e della qualità della vita delle pazienti affette da tumore del seno durante e al termine dei trattamenti convenzionali.

Cos’è la Mindfulness?

Il termine Mindfulness indica quello stato della mente calmo e ricettivo che, una volta raggiunto attraverso le pratiche meditative, permette di osservare l’esperienza con maggiore equanimità e chiarezza.

La Mindfulness dunque può essere definita come un’attitudine o qualità della mente ad essere presenti nel qui ed ora a qualunque esperienza, senza giudicarla, semplicemente seguendo un atteggiamento di benevola curiosità. È un risvegliarsi da una vita vissuta in automatico ed essere sensibili alle novità delle nostre esperienze quotidiane, fatte di pensieri, emozioni e sensazioni.

In che cosa consiste la pratica di Mindfulness?

Imparare a meditare significa imparare a conoscere e regolare i propri stati mentali. La pratica meditativa permette di essere più “centrati”, meno assoggettati alle ruminazioni mentali e alle circostanze esterne. La ricerca scientifica ha evidenziato modificazioni a lungo termine di alcune aree del cervello fondamentali per il benessere psicologico.

Il protocollo Mindfulness prevede otto sedute a frequenza settimanale più un incontro intensivo e ha come finalità quella di facilitare la riduzione dello stress e del dolore percepito, attraverso un addestramento specifico, guidato da un istruttore qualificato.

In diversi studi su popolazioni con una varietà di condizioni cliniche, è stato dimostrato che questo protocollo aiuta le persone a gestire meglio le emozioni e la reattività somatica agli stress della vita, e che tali effetti possono persistere anche a distanza di 6 mesi o più.

Molti pazienti oncologici, tra cui un gran numero di donne sopravvissute al cancro al seno, presentano alti livelli di ansia, depressione, affaticamento, dolore, disturbi del sonno, sui quali il protocollo Mindfulness sembra avere un effetto positivo.

Dott.ssa Annalisa Di Micco

Medico Chirurgo esperto in Agopuntura Clinica

Istruttore certificato protocolli Mindfulness

Centro Komen Italia per i Trattamenti Integrati in Oncologia

Fondazione Policlinico Universitario "A.Gemelli"

Minfdulness on line 2.jpg

TESTIMONIANZE

Buongiorno Dssa Di Micco, ho scritto alcuni pensieri riguardo alla mia esperienza con la Mindfulness.

....ho iniziato solo con alcuni pensieri, cosi come mi venivano, ma alla fine ne è uscito un raccontino!

Grazieeeee di tutto

P.

Alcune volte nella vita, succedono cose di cui nell’immediato non se ne capisce il senso, ma poi ci si rende conto che quella cosa doveva accadere in quel momento e che fa parte di un percorso di crescita e in questo caso specifico, di aiuto.

Ecco la Mindfulness è entrata così nella mia vita, e soprattutto è entrata poco prima dell’emergenza per la pandemia COVID 19.

Quel nome..non così semplice da dire, quella pratica nuova che mi trasmetteva curiosità, ma al tempo stesso anche un po di scetticismo, mi ha aiutato in quello che di li a poco, sarebbe successo.

Solo pochi incontri in palestra, e poi la paura del contagio, il divieto di assembramenti e la decisione di sospendere il protocollo.

Per nessuno è stato semplice questo periodo di isolamento, ma certo per un malato oncologico è stato tutto ancora, molto più difficile!

Troppe incertezze e troppo tempo a disposizione per pensare, per affrontare tutti quei pensieri che invadono la mente, che vanno, vengono, arrivano e poi ritornano di nuovo e rubano tutto il nostro tempo, quel tempo che ognuno di noi ora sa, quanto è prezioso.

E la chiave è tutta li!!!!

Voglio dire grazie alla Dssa Di Micco. Lei ha intuito che anche in questo momento poteva aiutarci, che la distanza era solo fisica, ma la pratica Mindfulness poteva unirci comunque. Si, e così è stato, ne abbiamo avuto la certezza subito, già dai primi collegamenti. Noi eravamo tutte li, tutte presenti e tutte organizzate. Il suono della campana e via! La meditazione aveva inizio. Sapevamo che quello era il nostro momento, che ognuna a suo modo avrebbe trovato la via per poter calmare la mente, per seguire il proprio respiro.

Il respiro.....mai lo avevo apprezzato così tanto, invece è lui che comanda tutto, è la mia ancora di salvezza. Ora lo so, è lui che mi fa percepire di nuovo il contatto con il mio corpo, mi rende consapevole di ciò che mi accade in quel preciso istante e che mi ridà serenità. Ora ho la chiave per calmare la mia mente. Lei certo è molto furba, riesce ancora ad ingannarmi e portarmi a fare dei pensieri immensi, ma io ora me ne accorgo e torno al respiro e mi riprendo la mia vita e il mio tempo. Ora è lei che si deve arrendere!!

Cara Annalisa,

Questa la mia testimonianza per la mindfulness:

Continuare il percorso di Mindfulness iniziato al Gemelli, nonostante la reclusione dovuta al Covid 19, per me ha voluto significare rimanere in contatto con le amiche che condividono i miei stessi pensieri. È vero che ci potevamo sentire anche diversamente, ma il momento della nostra meditazione generava una corrente di solidarietà e pace, difficilmente raggiungibile con altri mezzi. La dottoressa Di Micco ci ha pazientemente guidato da remoto, e dico pazientemente perché puntualmente c’era qualcuna che aveva problemi di connessione.

Lei si è sempre informata non solo delle nostre sensazioni provate durante le sedute di mindfulness, ma anche sul nostro stato d’animo in un momento così difficile.

Il mio percorso nella Mindfulness è ancora agli inizi, ma mi sento di poter dire che già riesco a beneficiare di questo grande apporto, e il rimanere ‘connessi’ mi ha aiutato tanto.

Grazie di cuore!

Mi chiamo M.F. ho 45 anni, ho avuto un carcinoma ovarico e in seguito a questa esperienza, grazie ad alcuni corsi organizzati dal Policlinico Gemelli di Roma, mi sono avvicinata alla Mindfullness. La pratica meditativa mi ha permesso di tornare ad ascoltare il mio corpo che durante la malattia era quasi diventato estraneo alla sfera psichica, quasi fosse un’entità a parte rispetto alla mia persona e in questa maniera sono riuscita a vincere un disagio che si manifestava anche a livello inconscio, sopratutto la notte, condizionando pesantemente la qualità del sonno.

Durante l’emergenza Covid19, alcuni disturbi legati all’ansia che pensavo di aver superato, sono di nuovo affiorati ma è stato preziosissimo il supporto che ancora una volta è arrivato dalle Terapie Integrate del Policlinico Gemelli, attraverso la persona della dottoressa Annalisa Di Micco, che da remoto, ha proseguito gli incontri con pazienti ed ex pazienti oncologiche, dandoci la possibilità di mettere in atto, di nuovo insieme, la pratica Mindfullness.

Ancora una volta ho avuto un importante giovamento. Ho resettato nuovamente il mio approccio nei confronti degli eventi negativi, migliorando la qualità dell’attenzione che mi ha permesso una maggiore accettazione del momento presente, alleggerendomi di conseguenza dallo stress che avevo accumulato.

La mia esperienza con la mindfulness

Non avevo mai messo alla prova la mia mente come mi è successo nelle pratiche della mindfulness. Mi ha aperto un mondo di potenzialità che mi era sconosciuto. L’esperienza è stata affascinante. Gestire il flusso dei pensieri e acquisire consapevolezza dello stato mentale e fisico mi ha aperto una strada ad una nuova possibilità di essere. E sicuramente mi ha aiutato in certi momenti in cui ho avuto bisogno che la mia mente fosse indirizzata su un pensiero diverso da quello che era presente nella mia testa. Riuscire infatti a liberarmi di ansie o anche solo di calmare uno stato di agitazione mi è stato di grande aiuto. Le pratiche di gruppo poi fatte con le altre donne che hanno avuto la mia stessa malattia è stato il valore aggiunto all’esperienza della mindfulness. Condividere con le altre le esperienze mentali ed emotive di ciascuna mi ha aiutato a capire con maggiore dettaglio le possibili sfaccettature della mindfulness. Ringrazio Annalisa che ha reso tutto ciò possibile e che è riuscita nel momento peggiore di questa nostra situazione con il covid ad effettuare lo stesso le pratiche a distanza. Devo dire che nel drammatico periodo del lockdown l’incontro settimanale era un momento che attendevo con gioia perché mi consentiva di uscire con la mente da quella pesante condizione di restrizione fisica ma anche mentale. Era una boccata di ossigeno per la mente.

Annalisa sei stata una guida fantastica, ci hai portato per mano con professionalità e gentilezza alla conoscenza della mindfulness. Grazie!

Lorella

Ciao Annalisa, pensavo che avrei scritto due righe invece come vedi forse mi sono dilungata troppo, ma mi è uscito di getto e quindi ti lascio tutto.

Grazie di cuore per tutto

Mi sono avvicinata alla Mindfulness grazie alla preziosa testimonianza di una cara amica che mi aveva raccontato quanto l'avesse aiutata nel percorso di cura e anch'io in quel momento avevo bisogno di uno strumento che mi aiutasse ad affrontare con consapevolezza il periodo che per me è stato quello più difficile, cioè quello che segue la fine della radioterapia.

Appena avuta la diagnosi è scattata l'adrenalina, ho usato tutte le energie per affrontare un macigno che mi ha travolto improvvisamente. Poi però l'adrenalina è sparita. Sono arrivata alla fine della radioterapia stremata restando anche senza lavoro. Dopo tanta fatica, dopo tanto "correre" si era creato un immenso vuoto e mi sono sentita abbandonata. Mentre fai le cure, per quanto difficili, sei seguita giorno dopo giorno e questo rassicura. Poi resta un vuoto che invece spaventa.

Finita la radioterapia, mentre cercavo lavoro, decisi di dedicare il mio tanto tempo libero e le poche energie rimaste, alla Komen come volontaria. Dopo aver partecipato anche alla Race sia di Roma che di Pescara avevo capito che era arrivato il momento di fermarmi e dedicarmi del tempo facendo qualcosa che mi aiutasse a vivere con consapevolezza quello che mi era accaduto e che stavo ancora vivendo.

Il percorso di cura, anche se va tutto nel migliore dei modi, non finisce con i primi indispensabili e invadenti trattamenti. La cura continua per anni mentre gli eventi della vita ti assorbono di nuovo completamente. Continui ad essere in terapia, subisci gli effetti collaterali che nel mio caso si complicano per la coesistenza di altre patologie. E tutto continua ad essere molto faticoso nel vortice della quotidianità. Per questo diventano indispensabili le terapie integrate.

Sono arrivata al primo incontro di mindfulness volutamente priva di aspettative, ma aperta ad accogliere quello che sarebbe arrivato.

Si è rivelato un percorso preziosissimo per diverse motivazioni, che ha dato ancora più senso al tempo dedicato alla komen, che grazie ai suoi sforzi, permette alle pazienti di poter accedere alle preziose terapie integrate.

Posso distinguere tre motivazioni per cui sono entusiasta dell'esperienza fatta.

  1. Per il contesto, perché è stato di grande aiuto far parte di un gruppo composto da donne completamente diverse, ma accomunate da una stessa difficile storia. Eravamo tutte sullo stesso piano. Rispettose, non giudicanti, accoglienti. Questo ha permesso a ciascuna di noi, rispettando i tempi di tutte, di aprirsi, condividere, e allo stesso tempo di dare e prendere forza reciprocamente l'una dall'altra.
  2. Per la mindfulness, perché ti permette di entrare in contatto con la parte profonda di te stessa, ti insegna ad accoglierla con le sue forze e le sue fragilità, di conoscerti meglio, di sentirti, di aumentare la percezione di te e del contesto in cui vivi, perché ti permette di imparare a usare strumenti che potrai usare in momenti difficili, al lavoro, durante un controllo medico, in situazioni di tensioni familiari... Nella vita frenetica e stressante di tutti i gg. Ricordo ancora quando durante un tac di controllo ho utilizzato il body scan per non vivere quel momento accumulando inutili pensieri, ansie e tensioni. O quando in ufficio utilizzavo la tecnica del respiro per allontanare la tensione volutamente creata da una collega difficile. La mindfulness mi ha permesso di avere rispetto di me stessa, ascolto dei miei bisogni, capacità di gestire in un modo migliore le situazioni che creano stress, ansia, nervosismo. La mindfulness è stata una vera rivelazione per me che pensavo che la meditazione fosse qualcosa troppo lontano dal mio modo di vivere. Si è rivelata così preziosa che sento la mancanza del gruppo quando non c'è.
  3. Ultima ma non meno importante motivazione che ha reso questo un percorso ricchissimo è stata la conduzione. La sua conduzione si è rivelata talmente accogliente che per la prima volta, in un ambiente ospedaliero ho avuto modo di sperimentare la differenza con cui si può affrontare una stessa diagnosi se dall'altra parte trovi ascolto, rispetto, empatia, accoglimento, attenzione alla persona. La persona che conduce fa la differenza, permette di vivere pienamente e positivamente un'esperienza che altrimenti potrebbe essere vissuta in un modo completamente diverso sebbene con lo stesso gruppo e nello stesso contesto. Per non parlare di quanto sia stato prezioso il fatto che Annalisa si è proposta di riprendere a seguire il gruppo da remoto nel periodo del lockdown. Ritrovarsi è stato un sollievo in un momento così confuso e in cui soprattutto chi stava seguendo un percorso di cura si è sentito completamente abbandonato dalle strutture e dai medici, vivendo l'incertezza del momento con maggior pensiero a causa della propria storia clinica. È stata un'importante conferma dei valori che ci sono dietro il servizio che è stato offerto. Ed è stato incredibile vedere che anche a distanza si sentiva il sostegno e la forza del gruppo. La meditazione aveva un risultato amplificato.

Mi intristisce il pensiero che a causa dei pochi fondi raccolti a causa del covid, altre pazienti non potranno utilizzare questo percorso insieme alle cure tradizionali. Perché ogni paziente che ha avuto un tumore impara a comprendere quanto lo stile di vita influisca sul proprio benessere presente e futuro e allontani il rischio di una ricaduta. Ma non si può fare tutto questo senza delle guide che ti accompagnano in questo cambiamento che si compone di tante sfaccettature.

Vorrei riportare di seguito quello che ho scritto il primo giorno al primo incontro quando ci è stato chiesto di scrivere e chiudere in una busta le nostre aspettative che avremmo poi riavuto a fine corso.

"Cara Komen, la malattia per me è stata un'opportunità... opportunità di fermarmi e capire che mi ero lasciata sopraffare da problemi, situazioni, persone... mi ero presa un carico troppo grosso che non potevo portare da sola e non dovevo. Per la prima volta mi sono detta sarò più forte del cancro e ho reagito positiva e guerriera. Ma ci vogliono tante energie e bisogna anche saper chiedere aiuto. Il volontariato in Komen mi ha restituito tanto. Ora ho bisogno di questo corso per trovare un equilibrio, una centratura e soprattutto per imparare a non ricadere negli stessi errori. Voglio utilizzare al meglio le mie energie e non sprecarle vanificando la mia vita. So che questo luogo sarà un luogo di condivisione, di rispetto, di consigli, di riflessione e di arricchimento che mi porterò con me. Grazie, Alessandra"